Corruzione,
il Pdl blocca l'iter della legge
Insorgono
i partiti. Idv: "Peggio del '92"
Nella
seduta congiunta delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia,
il Popolo della Libertà rallenta la discussione del testo che
inasprisce le pene per reati di corruzione. Interventi fiume dei
deputati berlusconiani. Idv e Udc ritirano gli emendamenti per
accorciare i tempi. Anche la Lega protesta: "Tutta la
maggioranza vuole affogare il disegno di legge". Il Pdl ottiene
la sospensione dei lavori e si incontra con il ministro Severino e
con i deputati di Pd e Udc. La relatrice Napoli (Fli): "Stanno
inciuciando"
Ostruzionismo,
proteste, neanche un articolo esaminato e infine seduta sospesa e
riunione d’urgenza con il ministro della Giustizia. La legge
anticorruzione continua ad essere il provvedimento del governo
tecnico che, quasi più di quelli sul lavoro e sulle pensioni, sta
mettendo a dura prova la tenuta della maggioranza che appoggia
l’esecutivo Monti. Dopo il primo round con la seduta comune delle
commissioni Affari costituzionali e Giustizia sospeso dopo un’ora e
mezzo (e un solo emendamento votato), oggi è arrivato il bis. Le
premesse c’erano tutte e erano state percepite con nettezza già
ieri, quando in commissione era stato approvato il provvedimento sul
reinserimento del falso in bilancio. Il ddl Anticorruzione è atteso,
da calendario, all’esame della Camera il 28 maggio.
A
chiedere ed ottenere la sospensione è stato il capogruppo del Pdl in
commissione giustizia Enrico Costa “per esaminare la situazione”
dopo la decisione dell’Italia dei Valori di ritirare tutti gli
emendamenti. Mossa, quest’ultima, decisa per abbreviare i tempi di
approvazione del disegno di legge visto il rallentamento dei lavori
operato dai deputati del Popolo delle Libertà. L’ultimo atto della
commissione, prima della sospensione, è stata la bocciatura di un
emendamento della relatrice Angela Napoli (Futuro e Libertà) che
puntava a unificare il reato di corruzione con quello di concussione.
In
realtà i deputati del Pdl si sono incontrati poi con il ministro
Severino, con i deputati del Pd e dell’Udc. “E’ in corso una
riunione dei deputati del Pdl per decidere il da farsi. Stanno
inciuciando – chiosa la Napoli - Io come potete ben vedere sono
l’unica che non partecipa all’inciucio…”.
L’altra
relatrice (del Pdl) Jole Santelli, ex sottosegretario alla Giustizia,
dà una versione diversa e soprattutto un parere contrario “a tutti
gli emendamenti presentati al testo che prevedono l’aumento delle
pene nel minimo”. La Santelli chiede anche al ministro Severino di
“pronunciarsi con chiarezza su questo punto”.
La
giornata. I deputati del Pdl, finora, hanno effettuato interventi
fiume. Il pidiellino Manlio Contento, tuttavia, ha spiegato che non
si tratta di ostruzionismo: “Noi stiamo semplicemente diffondendo
quelle che sono le nostre convinzioni sul provvedimento. Ci
aspettiamo dal ministro un’apertura su alcune questioni da noi
sollevate ai fini della graduazione della pena”. Ma, dopo
l’ennesimo intervento piuttosto lungo, gli esponenti di Pd e Idv
hanno reagito e si sono detti disposti a rinunciare a molti degli
emendamenti presentati pur di vedere concluso l’esame in
commissione del disegno di legge. Tanto che dal Pd definiscono la
spiegazione di Contento “excusatio non petita, accusatio
manifesta”.
In
effetti i deputati di Idv e Udc hanno ritirato i loro emendamenti,
mentre è rimasta indecisa fino all’ultimo proprio la finiana
Napoli. Pronta al ritiro delle proprie proposte di modifica ha poi
rinunciato rendendosi conto che il Pdl, comunque, continua ad
allungare i tempi del dibattito.
Anche
la Lega contro. Ma la protesta non è stata solo quella di
centrosinistra e Terzo Polo. Il primo a prendere la parola in
commissione, infatti, è stato un deputato della Lega Nord, Raffaele
Volpi, che si è richiamato all’articolo 44 del regolamento della
Camera perché si inizi al più presto a votare. Proprio il Carroccio
ha accusato l’intera maggioranza (non solo il Pdl, ma anche Pd e
Udc) di rallentare i lavori.
Le
successive strategie dei gruppi parlamentari (il ritiro degli
emendamenti da parte di Di Pietro e dell’Udc Ria e dall’altra
parte le stesse intenzioni paventate dalla Napoli) non hanno però
avuto alcun effetto. Da qui la sospensione della seduta, chiesta dal
Pdl.
Di
Pietro: “Peggio del ’92″. Parole decise da parte del presidente
dell’Idv Antonio Di Pietro: “I deputati del Pdl stanno facendo
ostruzionismo per evitare che vengano approvati dal Parlamento nuovi
strumenti legislativi che consentano alla magistratura di contrastare
la criminalità politica e finanziaria. E lo fanno per obbedienza
verso i propri mandanti che sono di fatto un sistema di potere messo
a punto in una nuova Castiglion Fibocchi”. Il riferimento è alla
residenza di Licio Gelli ai tempi dello scandalo P2. “Mi sembra di
assistere – aggiunge – a ciò che avvenne tra il 1992 e il 1993
all’epoca di Tangentopoli”.
Casini:
“Bisogna chiarire alcuni punti”. Più cauto il leader dell’Udc
Pierferdinando Casini, al termine di un incontro con il presidente
del Consiglio Mario Monti: “Non penso che sia ostruzionismo. Penso
che ci sia la necessità di chiarire alcuni punti, bisognerà farlo
con serenità senza ultimatum da parte di nessuno”.
Da
IL Fatto Quotidiano

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